Il fratello di Leonardo Boff: «dovevamo ascoltare Ratzinger!»

Intervista a Clodoveo Boff, ex militante della Teologia della Liberazione.

da UCCR (25/06/2013)

La Teologia della Liberazione è stata una delle peggiori sciagure abbattutesi sulla Chiesa, i cui autori sono il teologo Gustavo Gutierrez, domenicano e Leonardo Boff, francescano. Nata dopo il Concilio Vaticano II, aveva lo scopo di essere una sua interpretazione calata nel contesto drammatico della povertà di massa dell’America Latina.

Eppure ha finito per mischiare la teologia con l’analisi marxista, legittimando la lotta di classe, armata e quindi inevitabilmente violenta. Per questo l’episcopato dell’America Latina ha condannato questa Teologia comunista nel 1979 e lo stesso ha fatto il card. Joseph Ratzinger, su invito di Giovanni Paolo II, dopo averla studiata dal punto di vista dell’ortodossia e della dottrina sociale della chiesa. In entrambi i documenti, “Libertatis Nuntius” (1984) e “Libertatis Conscientia” (1986) è stata denunciata la sudditanza della Teologia della Liberazione all’analisi marxista della società e quindi la sua incompatibilità con il messaggio evangelico. Un’analisi accurata è stata fatta poco tempo fa dal prof. Marco Fasol sul nostro sito web.

Leonardo Boff (oggi collaboratore del “Fatto Quotidiano”) non ha mai perdonato questo intervento di Ratzinger sulla “sua” creatura. Se n’è andato dalla Chiesa e ha iniziato a marciarvi contro con la sua attività nelle sedicenti “Comunità di base” brasiliane. Una sorta di Don Gallo carioca. Recentemente ha esaltato la figura di Papa Francesco, anche se poco prima del Conclave ai quotidiani brasiliani diceva che Bergoglio non doveva esservi nemmeno ammesso. Questo perché, lui non lo dice ma è il vero motivo, il card. Bergoglio ha vissuto in Argentina l’esperienza della Teologia marxista, rigettandone le tesi e arrivando anche a condannare i suoi confratelli gesuiti che si lasciavano attrarre.

Interessante a questo proposito l’intervista realizzata dal quotidiano “Folha de São Paulo” al fratello di Leonardo Boff, Clodoveo. Il quale ha affermato, smentendo suo fratello Leonardo: «Nei due articoli pubblicati dal card. Ratzinger egli ha difeso il progetto essenziale della teologia della liberazione: l’impegno per i poveri a causa della fede. Allo stesso tempo, ha criticato l’influenza marxista. La Chiesa non può avviare negoziati per quanto riguarda l’essenza della fede: non è come la società civile dove la gente può dire quello che vuole. Siamo legati ad una fede e se qualcuno professa una fede diversa si autoesclude dalla Chiesa. Fin dall’inizio ha avuto chiara l’importanza di mettere Cristo come il fondamento di tutta la teologia. Nel discorso egemonico della teologia della liberazione, tuttavia, ho avvertito che la fede in Cristo appariva solo in background. Il “cristianesimo anonimo” di Karl Rahner era una grande scusa per trascurare Cristo, la preghiera, i sacramenti e la missione, concentrandosi sulla trasformazione delle strutture sociali».

Clodoveo Boff, fratello di Leonardo, ha quindi proseguito: «Negli anni ’70 il card. Eugenio Sales mi ha ritirato la certificazione per l’insegnamento della teologia presso l’Università Cattolica di Rio. Sales mi ha affabilmente spiegato: “Clodoveo, penso che ti sbagli. Fare del bene non basta per essere cristiani, l’essenziale è confessare la fede..”. Aveva ragione, infatti la Chiesa è diventata irrilevante. E non solo essa, ma Cristo stesso».

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